BARZAGLI E ZACCARDO IN PARTENZA: CHI VORRESTE TENERE?

domenica 11 maggio 2008

Cassani da urlo. La vittoria con la Juve è la perla della stagione

Cassani, con un bolide da fuori area. Cassani, per regalarci una gioia immensa. Amauri aveva portato i rosa sul 2-0, doppietta pazzesca, tiro liftato per la prima rete, colpo di testa perentorio per il raddoppio, poi la Juve aveva pareggiato. E Cassani, sul finire, aveva trovato il jolly della vita. Palermo-Juventus 3-2, è stata la giornata più bella di questa contradditoria stagione. Lo ha stabilito la stragrande maggioranza dei 495 partecipanti al sondaggio in cui chiedevo di scegliere quale è stata la più bella vittoria di questo campionato. Hanno votato per il successo con la Juve 388 fans rosanero (78%). Battere la Signora, all'ultimo minuto, dopo una partita mozzafiato: cosa chiedere di più alla vita.
Al secondo posto Palermo-Milan (2-1). Miccoli, su punizione, per il gol vittoria dopo il vantaggio iniziale di Seedorf e il pareggio di Diana. Partita assurda, il Milan avrebbe potuto vincere 5-0. E, invece, il cuore rosa e il destro al fulmicotone di Miccoli fecero l'impossibile. Quel successo sarà ricordato come il più bello da 74 tifosi (14%).
Terza posizione per il derby con il Catania. Ancora Miccoli, ancora i minuti finali, ancora su punizione. Hanno scelto quell'incontro 33 partecipanti al sondaggio (6%). Ed è comprensibile che siano stati così pochi: battere il Catania al "Barbera" è la regola. Forse in pochi hanno preferito votare quella partita perché... non è stata rispettata la regola del cinque.

NOTTE BIANCA AL SAVIO. Grasso: "Perchè votare i politici condannati?"

Bella esperienza. Condurre un dibattito al quale partecipano il procuratore nazionale antimafia e il questore è una bella esperienza, decisamente. E non solo: oltre a Pietro Grasso e a Giuseppe Caruso, c'era anche Vincenzo Conticello, l'uomo che ha detto "no" al racket delle estorsioni e ha fatto condannare pesantemente i boss che insidiavano la mitica focacceria San Francesco. E' stato strano anche lavorare con il palcoscenico presidiato da decine di uomini delle scorte. Il Teatro Savio era pieno, oltre ai cinquecento che sono riusciti a prendere posto, c'erano almeno altre duecento persone fuori.
Il dibattito è stati interessante ieri alla Notte bianca che ho avuto l'onore di condurre. Ho provato a porre domande e a sviluppare argomenti con un solo filo conduttore: la voce del popolo. Ho provato a stimolare i miei interlocutori con domande pungenti, ma semplici, quelle che si pone ogni giorno il cittadino, l'uomo della strada. E ho ricevuto anche belle risposte. A Pietro Grasso, per esempio, ho chiesto come sia possibile che nel nuovo parlamento ci siano settanta politici che hanno problemi con la giustizia. Alcuni sono indagati, dunque ancora da considerare innocenti, altri hanno già ricevuto una condanna in promo grado, altri ancora hanno già sul groppone sentenze definitive. Ci sono parlamentare che, addirittura, ne hanno alle spalle cinque. Insomma, dei delinquenti in piena regola. Pietro Grasso è stato lapidario. "C'è gente che purtropo continua a votarli. Una maggiore presa di coscienza è alla base di società che vuole essere pulita". Meditate gente, meditate...

RICORDI D'ESTASI. Quel catanese infiltrato tra i rosa è tornato a casa con cinque gol sulle spalle

di Gianluca Rubino

Quattro aprile 2004: a molti, forse, questa data non dirà niente, ma per il sottoscritto significa tanto. E’ il giorno di Palermo-Catania 5-0. Arrivo, come di consueto, allo stadio alle ore 13.30. Mi seggo, essendo abbonato in quel settore, in curva sud inferiore. Dopo nemmeno cinque minuti dal mio arrivo, un signore dall’accento tutt’altro che panormita mi chiede se il seggiolino vicino al mio è libero: data la mia risposta affermativa, decide di affiancarmi. Inizialmente penso: sarà un tifoso della provincia, scoprirò successivamente che mi sbagliavo. Nel frattempo, il "Barbera" comincia a riempirsi e l’atmosfera si va facendo frizzante: tra cori e sfottò mi colpisce l’atteggiamento piuttosto glaciale del mio vicino di posto che, al contrario, mostra, in modo comunque composto, la sua disapprovazione nei confronti di quanto gli accade intorno. Arrivano i catanesi: piovono fischi e, dalla curva sud superiore, pure qualcos’altro. Inizia il match e dopo nemmeno dieci minuti Antonio Filippini manda in visibilio il "Barbera" (e il sottoscritto, naturalmente), mentre la persona al mio fianco, alzatasi in piedi come tutti, ma bianca in viso come pochi, farfuglia qualche parolaccia.
Inizio ad avere dei sospetti che trovano conferma circa quindici minuti dopo, allorché Biava realizza il momentaneo 2-0: l’uomo alzatosi in piedi ad applaudire per non dare nell’occhio, ancora una volta farfuglia qualcosa, concludendo la sua affermazione con queste parole: “…stu spacchiusu ru putteri”, riferendosi probabilmente alla non perfetta uscita dell’allora portiere etneo Concetti, che permise al centrale rosa la realizzazione.
Conclusasi la prima frazione, l’uomo si allontana brevemente per andare ad acquistare uno dei mitici “ghiaccioli all’arancia”, facendo immediatamente ritorno al seggiolino accanto al mio. Neanche il tempo di finire il sorbetto che Luca Toni su assist di Gasbarroni fa 3-0. La gente non paga del già rotondo risultato chiede a gran voce il quarto gol che puntualmente arriva, realizzato alla mezz’ora da Emanuele Filippini. Il mio vicino esclama: “e facci puru u quintu ormai…”. Richiesta subito accolta dai rosa, anche se con l’aiuto dell’arbitro Messina (si giocò il 04/04/04, Palermo-Catania venne arbitrata da Messina, derby unico anche per questi particolari): Grosso subisce un fallo inesistente in area rossazzurra. Penalty, che Toni trasforma per la doppietta personale. A fine partita l’uomo è affranto e come me, a stadio quasi deserto, abbandona gli spalti. Non saprò mai il suo nome, né altro sul suo conto: ma averlo avuto accanto durante quella partita è stata per me una sensazione eufemisticamente libidinosa.

sabato 10 maggio 2008

GRIMALDI LINGUA LUNGA. "Troppo clamore? Faccio gli interessi del mio campione"

di Alessio Cracolici

Oggi il mercato non lo fanno gli allenatori. E nemmeno i direttori sportivi. Oggi il calciomercato è guidato dai procuratori, dai loro fili e dalla loro eventuale dimestichezza nel tessere le ragnatele delle trattative. Le leggi di mercato sono guidate dagli agenti dei calciatori che, con una loro dichiarazione, o “notizia non notizia” cercano di mettere pressione agli interlocutori. È un gioco, fatto di strategia. Un risiko delle trattative che premia i più furbi, gli sciacalli (per usare un termine caro a Zamparini) e lascia ai margini chi non segue questo gioco.
È la girandola delle trattative. Da inizio stagione non passa settimana che in prima pagina non ci sia Amauri. “Amauri va alla Juve, no all’Arsenal, ma il Milan potrebbe rilanciare. Amauri? C’è il Barcellona anche se è forte l’interesse del Chelsea”. Le dichiarazioni hanno un unico protagonista, provengono da una sola voce: il procuratore del brasiliano, Mariano Grimaldi. L’Opera dei Pupi va avanti da sette mesi ormai. “E’ il mio mestiere, devo curare gli interessi del mio assistito”. È la risposta che mi ha dato il “puparo” Grimaldi quando gli ho riferito e fatto notare come i tifosi del Palermo, anche su questo blog, gli imputano un’eccessiva sovraesposizione delle trattative.
Lo si accusa di aver fatto di tutto per trasformare Amauri in un personaggio nazionale, un uomo copertina. Dopo ogni sua prodezza, tutti attendevamo il rilancio di Grimaldi. “Non devo replicare. Palermo è una città splendida e non lo dico per ruffianeria. Ci hanno accolto in maniera meravigliosa ed i tifosi sono sempre stati vicini al mio assistito. Ma adesso dovrei fare l’ipocrita e celare le trattative facendo finta che Amauri non sia seguito da mezza Europa?”.
Del resto è il suo mestiere. Ora i procuratori del brasiliano stanno giocando una partita di poker.
Alla Juve hanno sparato grosso, rilanciano. Sono convinti di essere il banco perché hanno le spalle coperte dal fatto che il club bianconero ha già un’intesa con il Palermo e che il Milan, per ostacolare i rivali piemontesi, è pronto a rilanciare. Un po’ come hanno fatto (con successo) con Flamini. "Il Palermo ha già un accordo con la Juve. Lo confermano Zamparini e Foschi, lo lascia intendere Blanc. Ma non per questo mi sento di dire che il giocatore firmerà per il club di Corso Galileo Ferraris".
Perché il mercato lo fanno i procuratori. C’è poco da fare. Gli agenti hanno in mano il volere dei loro assistiti. E oggi i Grimaldi saranno a Napoli, domani ceneranno con il ds Braida. Il menu della serata lo conosciamo già.

Piccolo spiraglio per l'Europa. I rosa devono provarci

L'esito delle semifinali di Coppa Italia (Inter e Roma hanno passato il turno) ha riaperto la speranza. Si libera un altro posto per l'Europa, si scende fino all'ottava posizione, che garantirà l'accesso al Torneo Intertoto. Ad occupare quel posto in classifica è il Genoa, che ha 48 punti, segue il Napoli a 47 ed una lunghezza più dietro c'è il Palermo. Ma la situazione è ancor più complicata, perché sia con i liguri che con i partenopei i rosa sono in svantaggio negli scontri diretti. Con il Genoa per i punti conquistati nella doppia sfida (pareggio a "Marassi", sconfitta al "Barbera", con il Napoli (vittoria in casa, sconfitta in trasferta) per la differenza gol complessiva. Dunque, per essere precisi bisogna dire che la distanza da recuperare per Amauri è compagni è ancora più ampia rispetto a quel che dice la classifica. Bisogna, comunque, provarci.
La Sampdoria, avversaria domani dei rosa al "Barbera" nella giornata in cui ci sarà l'addio di Amauri, Barzagli e Zaccardo, è certa di una posizione in zona Uefa, ha in Cassano la sua stella, in Accardi un apprezzato ex rosanero, e in Mazzarri un tecnico emergente, grintoso e carismatico.
La giornata ovviamente avrà un protagonista decisamente più illuminato degli altri: Amauri, del quale abbiamo detto già tutto nei giorni scorsi. Resta da capire dove andrà a giocare nella prossima stagione. A me, sinceramente, non interessa. L'unica cosa che vorrei sentire è che Zamparini, in un momento di lucida follia, gli ha proposto quattro anni di contratto a tre milioni e mezzo di euro a stagione.
Colantuono dovrebbe schierare Jankovic, Miccoli e Caserta a supporto del brasiliano sulla trequarti, Migliaccio e Simplicio mediani davanti alla difesa, reparto in cui agiranno Cassani, Rinaudo, Barzagli e Balzaretti, mentre in porta ci sarà Agliardi (giornata di addio anche per lui?).
Siamo vicini alle vacanze, ma non è ancora tempo di aprire l'ombrellone. C'è la possibilità di centrare l'ottavo posto, bisogna salutare i fans con una prestazione quantomeno divertente. L'avevamo già chiesto prima della partita contro l'Atalanta, ma l'invito quel giorno cadde nel vuoto.

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